Alessandro Zanardi
Sono nato a: Bologna il 23 ottobre 1966
Vivo a: Padova
La mia famiglia: Sono sposato con Daniela dal1996 e abbiamo un figlio, Niccolò, nato il 07 settembre del 1998.
I miei titoli: Ho vinto due ori individuali e un argento a squadre ai Giochi di Londra 2012, un argento ai Campionati del Mondo di Roskilde nel 2011, e sono campione Italiano 2010-11-12 di handbike nella categoria H4
Il mio sogno: Partecipare ai Giochi Paralimpici di Londra 2012
I miei hobby: Lavorare come meccanico sull’handbike e, se avessi più tempo libero, mi piacerebbe pescare sia con la canna che sott'acqua in apnea e fare bricolage.
Il mio piatto preferito: Troccoli lucani con pomodorini (datterino) freschi, olio, basilico e ricotta stagionata
Il mio viaggio preferito: Percorrere in handbike le colline della Maremma
Oltre lo Sport: Sono testimonial di Bimbingamba, il progetto dell’Onlus Niccolò Campo che supporta la costruzione di protesi ai bambini amputati

Prima Vita
La sua carriera da pilota registra 41 presenze nei GP di Formula 1, la conquista dei titoli di F.Indy nel 1997 e 1998 e quella del Campionato Italiano di Superturismo nel 2005. Nel settembre 2001, durante una gara di Formula Cart sul circuito Eurospeedway di Lausitzring, vicino a Dresda, è vittima di un pauroso incidente. In uscita dalla corsia box, per ragioni ancora sconosciute perde il controllo della sua autovettura e, dopo essere finito in mezzo alla pista, viene centrato in pieno dal pilota italo canadese Tagliani. Nell’incidente la sua auto si disintegra, Alex subisce l’amputazione quasi istantanea di ambedue le gambe, perde moltissimo sangue ed è solo grazie al lavoro eccezionale dell’equipe medica presente sul circuito che il suo cuore continua a battere per quegli interminabili 97 minuti che occorrono per farlo arrivare alla sala di terapia intensiva dell’ Umfallkrankenhaus Hospital di Berlino. Lì viene compiuto il miracolo. Non è ancora chiaro quale e quanto sia stato il contributo della scienza che prevedeva tutt’altro pronostico, o quanto piuttosto sia dipeso dalla tempra del forte bolognese, ma Alex sopravvive. Resta in coma per otto giorni e in meno di un mese subisce 16 interventi in anestesia totale della durata media di quattro ore, ma incredibilmente si riprende.

Seconda Vita
Dopo 45 giorni viene dimesso, ma la diagnosi è spietata: amputazione di entrambi gli arti inferiori al di sopra del ginocchio. Tuttavia, Alex non si scoraggia e riparte nella sua nuova vita. Si impegna nella riabilitazione e grazie alla collaborazione di persone eccezionali che conosce al Centro protesi Inail di Budrio in provincia di Bologna, brucia letteralmente le tappe. Soltanto pochi giorni dopo si presenta ad una cerimonia pubblica, la premiazione dei Caschi d’Oro di Autosprint, e davanti ad un pubblico visibilmente commosso si alza in piedi sulle sue nuove gambe metalliche dando il primo segno della sua intenzione di non voler mollare.
Completata la riabilitazione, si riappropria della vita che il destino voleva rubargli e nel Maggio del 2003, in occasione di una gara di campionato di Formula Cart, torna sul circuito del Lausitzring per compiere quei 13 giri che non aveva fatto un anno e mezzo prima. Lo fa a modo suo, non a velocità di parata, ma a “tutto gas” e in quei pochi giri stupisce e smentisce chi lo pensava psicologicamente segnato dall’incidente, stabilendo una prestazione che gli sarebbe valsa il quinto posto sulla griglia di partenza della gara imminente. Il conto col destino è saldato ed Alex riparte. Decide di rimettere il casco e la tuta a tempo pieno e rientra alle corse automobilistiche con la BMW nel Mondiale Turismo. Dal 2004 al 2009 riuscirà a vincere 4 volte nel Mondiale ed 11 volte nel Campionato Italiano.
La passione per la hand-bike nasce nel 2007 quando casualmente conosce Vittorio Podestà. Poche settimane dopo sarà al via della New York City Marathon, quasi senza allenamento e senza mai aver provato in gara una hand-bike. Il debutto va alla grande, termina 4° in 1h33’17 e la strada ormai è segnata. Da quel giorno Alex mette questo progetto nel cassetto; partecipa a qualche maratona per tenersi in allenamento e quando, nel 2009, non trova un accordo con BMW per continuare nell’automobilismo al livello che vorrebbe, decide di dedicarsi a questa sua nuova passione sportiva a tempo pieno. Impegnando più tempo negli allenamenti, inizia a vincere in tutte le più importanti maratone d’Italia e ha ancora un “debito aperto” con la maratona di New York che, per episodi sfortunati, non è ancora riuscito ad aggiungere al suo palmares. Nel 2009 fa il suo esordio nella nazionale di Paraciclismo per prendere parte ai Campionati del Mondo di Bogogno, e l’anno successivo inizia a correre in Coppa del Mondo e Coppa Europa. A giugno del 2010 arriva anche il primo titolo italiano durante la Settimana Tricolore di Treviso mentre ad agosto, ai Campionati del Mondo di Baie-Comeau (Can) è 4° nella prova a cronometro e 5° in quella su strada. Il 2011 inizia alla grande: dopo una giornata storta alla Maratona di Roma dove un problema meccanico compromette la gara, Alex si rifà alla Treviso Marathon con una splendida vittoria e il personale sulla distanza di 1h03’01” ad oltre 40km/h di media. Dopo una sfilza di vittorie in Coppa del Mondo e in Coppa Europa arriva anche l’argento iridato ai Mondiali di Roskilde, in Danimarca, nella prova a cronometro. Nel 2012, dopo una serie di belle vittorie in Coppa del Mondo e in Coppa Europa arriva anche il titolo tricolore sia nella prova a cronometro che in quella su strada e ai Giochi Paralimpici di Londra mette a segno la vera impresa: Alessandro domina sia la gara a cronometro che quella in linea e conquista l'argento nel Team Relay in suqadra con Vittorio e Francesca Fenocchio.


Con l'aiuto di Gianluca Gasparini, giornalista della Gazzetta dello Sport, Alessandro ha scritto “… Però Zanardi da Castelmaggiore! “(2003), un libro che ripercorre in modo ironico la sua vita, la sua carriera ed il suo straordinario recupero.

IL BARILLA BLU TEAM

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