Fabrizio Macchi
Sono nato a: Varese, il 26 luglio 1970
Vivo a: Arzo, in Svizzera
La mia famiglia: sono sposato con Patrizia dal 2006 e abbiamo due figli Thomas, nato il 24 novembre 2006 e Mattia nato il 31 agosto 2010.
I miei titoli: nel ciclismo ho vinto il bronzo ai Giochi di Atene 2004, il Campionato del Mondo nella cronometro nel 2009 e nel 2010; 29 titoli italiani e detengo il record dell’ora disabili (38 km 574m).
Il mio sogno: vincere la medaglia d’oro ai Giochi di Londra 2012
I miei hobby: mi piace molto cucinare e nel tempo libero giocare con i miei figli
Il mio piatto preferito: da cucinare il risotto alla zucca, da assaporare le penne con prosciutto cotto e zucchine e il bollito di carne
Il mio viaggio preferito: le Maldive
Oltre lo Sport: Sono Testimonial dell’AIRC (Associazione Italiana Ricerca contro il Cancro), del progetto “Un sogno per il Gaslini”, della Fondazione Laureus in aiuto dei bambini meno fortunati e sono vicino alla fondazione Livestrong nella lotta contro i tumori.

Prima Vita
La passione per lo sport Fabrizio la coltiva fin da piccolo. Bambino molto esuberante, amava giocare a calcio, praticava la ginnastica artistica ed era un grande appassionato di ciclismo.
All’età di 13 anni, un forte colpo al ginocchio e un dolore acuto e persistente lo portarono a sottoporsi ad una serie di visite mediche e di accertamenti fino alla terribile diagnosi: osteosarcoma al ginocchio sinistro, patologia che a quel tempo aveva un tasso di mortalità che sfiorava il 90%. Fabrizio entra in ospedale il 23 settembre del 1983 e ne uscirà all’inizio del 1987.
Un calvario durato tre anni e mezzo, nel quale si sono susseguiti una serie infinita di interventi chirurgici e di cicli chemioterapici, fino all’amputazione della gamba sinistra e, subito dopo, l’ asportazione del lobo inferiore del polmone destro per via di una metastasi. Nel periodo di degenza, Fabrizio ha continuato a studiare e in ospedale ha preso la licenza media.

Seconda Vita
Uscito dall’ospedale e tornato a Varese, pesava poco più di 20kg e il suo unico pensiero era ritornare in forma per riprendersi la vita. Iniziò ad impegnarsi seriamente con l’attività fisioterapica e di riabilitazione, ma soprattutto si buttò nello sport e in tutto ciò che poteva aiutarlo a recuperare le forze, spaziando in diverse discipline con ottimi risultati: dal canottaggio, dove si piazzò 3° ai Mondiali nella prima edizione aperta ai disabili, alla corsa a piedi con stampelle, specialità che lo portò a vincere per ben 3 volte la maratona di New York (1988-89-90) chiudendola con un miglior tempo di 5h50’. Lo sport dove però ha raccolto i maggiori successi è il ciclismo: 29 titoli italiani, il record dell’ora disabili (38 km 574m), un bronzo alle Paralimpiadi di Atene nel 2004 nella gara ad inseguimento su pista, 6 medaglie ai Campionati Europei (3 argento e 3 bronzo) e 12 medaglie ai Mondiali (2 ori 5 argenti e 5 bronzi). Il 2012 inizia con il bronzo ai Mondiali su Pista di Los Angeles e prosegue con una vittoria in Coppa Europa a Piacenza, un bronzo in Coppa del Mondo a Roma e il doppio titolo italiano nella prova a cronometro e su strada di Levico Terme (Tn). Nel palmares di Fabrizio manca solo l’oro olimpico e l’occasione doveva essere la Paralimpiade di Londra ma alla vigilia delle partenza, Fabrizio è stato fermato perchè deferito al Tribunale Nazionale (TNA) dalla Procura Antidoping del Coni, con la richiesta di 8 mesi di squalifica, per presunte frequentazioni con il dottor Michele Ferrari, il medico inibito dal CONI dal 2002. La scelta del Comitato Paralimpico Italiano di non convocare Fabrizio a Giochi è stata per l'atleta una catastrofe: il sogno di una vita, coltivato e inseguito per 4 anni e all'improvviso negato. Dopo aver approfondito le investigazioni, il 5 ottobre il TNA ha ritirato la squalifica, riconoscendo che la frequentazione con il dottor Ferrari era stata saltuaria ed esclusivamente legata alla tesi di laurea che la figlia Sarà stava facendo su Fabrizio per la facoltà di Scienze Motorie. Da qui inizia ancora una nuova vita per Macchi, la terza.

Nel 2007 ha scritto il libro “Più forte del male – La mia sfida contro ogni limite”, un racconto autobiografico della sua lotta contro la malattia e della successiva rinascita umana e sportiva e per circa 10 anni ha condotto una rubrica sulle discipline paralimpiche, in onda ogni giovedì sera su Sky Sport 24 in prime time e un blog su Yahoo! Eurosport.

IL BARILLA BLU TEAM

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